Il Massaggio: perchè ci è utile
Una moltitudine di minuscole fibre, simili a fili, compone il tessuto muscolare: la
loro contrazione fa accorciare il muscolo provocando il movimento dell’osso
al quale è attaccato.
Se immaginiamo i muscoli come degli elastici che si possono tirare e rilasciare, abbiamo una idea sbagliata: gli elastici infatti sono tanto più in tensione quanto più vengono allungati, il muscolo invece è allungato quando è a riposo, mentre quando viene usato si contrae, diventando più corto e teso.
Il lavoro muscolare richiede quasi sempre che i muscoli agiscano in coppia, in modo che, ogni volta che muoviamo un osso, un muscolo si contragga e quello opposto si rilassi. Se questa sinergia di azione non avviene, perché uno dei due ha perso la capacità di rilassarsi, i movimenti risultano meno fluidi e meno ampi, ed il muscolo che si contrae deve svolgere un lavoro più gravoso.
È il nostro cervello che invia i segnali attraverso i nervi a ciascuna fibra muscolare, ordinandole di contrarsi, riducendo la lunghezza globale del muscolo stesso e provocando il movimento.
Talvolta, però, senza che una precisa volontà provochi la contrazione, per atteggiamenti posturali non corretti, per esempio quando guidiamo o lavoriamo al computer, o per problemi di natura emozionale, i nostri poveri muscoli per lungo tempo restano contratti causandoci dolore.
Tutti i tessuti viventi necessitano di un adeguato apporto di sangue per svolgere il loro lavoro. Il sangue porta ai muscoli ossigeno ed altri nutrienti attraverso la circolazione arteriosa, ed elimina anidride carbonica e acido lattico, prodotte dal lavoro muscolare, attraverso il ritorno venoso. Dal momento che i vasi sanguigni corrono attraverso i muscoli, il fatto che essi siano contratti o rilassati influenza in modo potente la circolazione.
Infatti se il muscolo è rilassato, lo spazio tra le sue fibre consente al sangue di poter circolare tra le cellule che formano le fibre stesse, di nutrirle ed allontanarne le tossine.
L’alternarsi ritmico di contrazione e di rilassamento del tessuto muscolare legato al camminare, correre o nuotare, oltre a mantenere i muscoli flessibili ed elastici, svolge una potente azione di pompaggio, che facilita il ritorno venoso del sangue al cuore.
Quando il muscolo è contratto, lo spazio tra le fibre muscolari è minore ed il sangue trova più difficoltà a circolare liberamente. I vasi sanguigni vengono compressi, apportano meno ossigeno e sostanze nutrienti ed incontrano più difficoltà ad allontanare i residui metabolici.
Il muscolo contratto ha quindi bisogno di più nutrimento e produce più tossine, ma proprio perché è contratto questo scambio risulta difficile.
A questo punto è necessario un intervento per rompere questo perverso meccanismo: ecco allora che il massaggio, lo stretching ed il rilassamento diventano indispensabili per ristabilire l’equilibrio.
È opportuno sapere inoltre che lo stato di cronica contrazione muscolare, può causare un accorciamento permanente delle fibre muscolari.
A questo punto anche un lieve incidente o un lavoro inusuale possono rappresentare, per il nostro povero muscolo ipercontratto, un insopportabile trauma.
Inoltre spesso all’interno del muscolo, a seguito di sollecitazioni violente, improvvise o traumatiche, si sviluppano delle zone di massima contrattura (Trigger Point), avvertibili al tatto come delle banderelle nodose e molto dolenti, che hanno la non piacevole capacità di scatenare dolore a distanza.
I T. P. possono essere spesso presenti anche in muscoli cronicamente contratti, contribuendo grandemente a mantenerne la tensione ed aumentando il dolore.
Il massaggio di questi T.P., anche se al momento è molto doloroso, aiuta a scioglierli e permette un normale ripristino della circolazione, utile a rilassare il muscolo nel suo complesso.
Il massaggio profondo di una porzione di muscolo dolente è quindi una delle tecniche più efficaci ed immediate per affrontare il dolore muscolare cronico.
Un grande aiuto viene anche dallo stretching e dalle tecniche di rilassamento. |